La Storia

pag. 1 - 2345

E il momento in cui inizia a diffondersi il banditismo, che non fu un fenomeno isolato, forse in relazione alle difficoltà "politiche" in cui versavano le piccole comunità, oppresse dal potere feudale, anche se sotto i Balsamo, Crapi ottenne ulteriori privilegi.
Nel 1594 il borgo ritornò ai Filangeri, riacquistata da don Gerolamo. Vito Amico riferisce che Capri, dopo il 1604, fu trasferita come pegno a vari signori, tra cui i Branciforte e i Cardona, cui apparteneva nel 1620. Capri  ritornò ai Filangeri nel 1750, dopo aver subito le devastanti conseguenze del terremoto del 1693 e della terribile alluvione del 1682. Con l'abolizione del feudalesimo nel 1812, quando la Provincia di Messina fu divisa nei distretti di Messina, Castroreale, Patti e Mistretta, Capri, venne inclusa nel distretto di Patti, e venne donata alla diocesi. Patrioti "fin nel midollo", gli abitanti del luogo ebbero una parte importante nei moti rivoluzionari che portarono all'unità d'Italia, e molti di loro persero la vita al servizio della patria, partendo come volontari dietro le truppe di Garibaldi. E fu proprio in questo periodo che Capri aggiunse l'appellativo di Leone al suo nome originario, forse per distinguersi dalla più famosa località della Campania. Nacquero i primi consigli comunali, eletti su base censitaria e questo comportava il più delle volte che a reggere le sorti del Comune fossero quasi sempre gli stessi elementi, a volte pure appartenenti alla stessa famiglia.


Sotto le sindacature di Gaetano Camma furono create alcune iniziative, destinate ad aiutare economicamente i cittadini, come il "peculio", che consisteva in un ammasso di cereali da cui i contadini più poveri prelevavano una certa quantità di grano sufficiente alla semina, che veniva restituita, con gli interessi, al momento in cui veniva effettuato il raccolto, e la costruzione di un mulino comunale, in cui veniva effettuata la macinazione dei cereali. Da segnalare, inoltre, gli sforzi sostenuti dall'amministrazione comunale del tempo, per la costruzione di una strada provinciale, "attraverso voti rivolti alle autorità competenti con vari atti ufficiali".